Dorothy Koppelman

 

IL SIGNIFICATO DELLA RESURREZIONE
DI PIERO DELLA FRANCESCA
PER LE NOSTRE VITE ORA

di Dorothy Koppelman

Ritengo che il significato profondo della “Resurrezione” di Piero della Francesca il grande affresco al quale stiamo ora guardando, è tale che quando sarà compreso potrà cambiare la vita delle persone in una maniera da riflettere l’idea della resurrezione. Il Realismo Estetico dimostra che noi possiamo imparare dall’arte il significato della nostra esistenza.

Whole fresco

Ho ascoltato per la prima volta Eli Siegel parlare della grandezza di Piero in una conferenza cui participai all’inizio degli anni cinquanta. Egli disse,

“Piero unì la geometria e l’emozione, e questo è ciò che noi vogliamo. Vogliamo la sensazione che le cellule del nostro sangue abbiano qualcosa a che fare con delle forme eterne. Se solamente potessimo mettere in relazione le nostre palpitanti preoccu-pazioni, il nostro corpo impaurito, ha qualcosa così eterno come un triangolo ed una sfera, ciò ci sarebbe di comforto.”

Si, ed è questo il motivo per cui miglaia di persone vanno a vedere i suoi dipinti anno dopo anno.

Piero dipinge quel momento in cui, dopo essere stato crocifisso, sepolto, abbandonato, vegliato da soldati ignari, Cristo nel mattino presto risorge, ritorna alla vita. Vedo che quest’opera , che Aldous Huxley definì come “la più grande mai dipinta”, e Roberto Longhi descrive come “il più sublime e trascendentale di tutti i temi religiosi”, come la rappresentazione simbolica delle due forze presenti in noi che il Realismo Estetico ha descritto: il desiderio di rispettare il mondo, trovarvi significato, ed il desiderio di disprezzarlo, di allontanarlo da noi, di isolarci da esso -- a modo di poter esaltare noi stessi.

Piero presenta, in quella larga forma triangolare questi due opposti movimenti della persona - l’essere energeticamente sveglio, con una vivace consapevolezza ed interesse nelle persone e negli oggetti, ed il desiderio di essere disattenti, stanchi ed annoiati di tutto.

Da una parte vediamo la figura del Cristo che, erigendosi dalla sua tomba, appena risvegliato dalla morte, guarda al mondo davanti a lui con occhi profondi, intensi, e spalancati. In aggiunta, ai suoi piedi vi sono i soldati, addormentati al miracolo della vita che si manifesta sopra di loro. Questi soldati fanno ciò che la gente, inconsapevolmente, fa ogni giorno -- chiudere gli occhi a ciò che è attorno a loro.

Sono sicura che ogni persona qui presente ha avuto l’esperienza di provare entusiasmarsi da qualcosa di nuovo o bello, e di rendersi conto che le persone intorno a lui non erano affatto interessate. E molto probabilmente ci siamo anche noi trovati nella posizione opposta, di non rispondere all’entusiasmo di un altro. In consultazioni del Realismo Estetico, spesso mi viene riferito da una moglie che essa tentò di dire a suo marito qualcosa di importante per lei, e spesso si rese conto che lui non ascoltava. E tanti mariti hanno smesso di dire alle loro mogli qualcosa di loro interesse perchè tristemente si accorgono che loro non ne apprezzano il significato. Quanto spesso abbiamo dovuto domandare a qualcuno che ci parlava mentre la nostra mente era da qualche altra parte: “Che cosa mi dicevi?” Quante volte avete visto un bambino dire alla madre “Guarda, guarda, mamma”, e la madre è mentalmente assente, o attaccata al suo telefono cellulare? Questi esempi comuni sono forme del disprezzo di tutti i giorni, che, per quanto possa sembrare sorprendente sono un commento su questo grande opera di Piero.

 

Christ

Opposti centrali all’idea della resurrezione—il sorgere della vita dalla morte—sono il Riposo e L’energia. Nelle storiche quindici domande di Eli Siegel del 1955, “É la bellezza l’unire gli opposti?” Egli domanda:

“Non vi è nella pittura un effetto che sorge dal congiungersi del riposo e dell’energia nella mente dell’artista? —possono entrambi il riposo el’energia essere visti nelle linee e nel colore, nei piani e nei volumi, nella superficie e nella profondità di un dipinto, nei suoi dettagli e nella sua composizione? - e non è il vero effetto di un buon dipinto sullo spettatoreun effetto tale che al tempo stesso dà la sensazione del riposo e dell’energia, della calma e dell’intensità, della serenità e dello stimulo?”

L’energia è nel Cristo risorto, quella figura diritta, forte, con quello stendardo trionfale. É risonantemente sveglio. Il colore sorprendente del suo manto è il rosa di un neonato. Il colore rosa unisce degli opposti - è quasi l’unità spensierata dell’energia del rosso e della quiete del bianco. Ritengo che la profonda sensazione di soddisfazione che si ha davanti a questo dipinto, derivi dal modo in cui egli unisce l’intensità e la calma.

Guardate come la mano del Cristo riposa sul suo ginocchio rialzato, e il suo piede carnoso e fermo è pronto a muoversi dal bordo di pietra della tomba. Piero dipinge in ogni dettaglio una relazione convincente tra il riposo e l’energia nel Cristo e nel mondo attorno a lui.

Christ Detail

Sebbene il Cristo stia fermo, le pieghe del suo manto sono in movimento, ed in relazione alle forme cilindriche delle sue dita che trattengono il suo manto, e agli alberi scuri e verticali che sorgono ad entrambi i lati del Cristo. E guardate, le piccole incrinature della carne al livello della vita che sono segni di un corpo in movimento e simili alle nuvole orizzontali nel cielo.

Egli è risorto con grazia e con uno scopo -- per vedere. E vedere, il Realismo Estetico afferma, con certezza, è lo scopo dell’arte ed è successo nella vita. Crea una grande emozione che tale desiderio sia così inclusivo; sappiamo dal suo viso che egli non ha certamente dimenticato tutto ciò che ha visto. Non è un viso levigato, il suo viso è rude, le sue guance consumate dalla preoccupazione, ha una barba ruvida; vi è una presenza simultanea del dolore e del coraggio.

Soldiers

Ora guardate ai soldati dormienti sotto di lui. Qual’è il loro significato? Che cosa possono dirci su noi stessi? Questi soldati non vogliono vedere. Le loro gambe e le loro braccia sono così contorte che il loro movimento è impedito. Il loro riposo non è allo scopo di avere più energia, ma è una volontaria negazione. Ed allora, mentre Piero dipinge l’angolatura dei loro arti, ci fa sentire il movimento ed energia. E vi è una relazione tra riposo e movimento nei colori. L’energia del rosso si interconnette con il verde riposante. I manti dei soldati vanno dal verde, al quieto marrone, di nuovo al verde, con il rosso su un cappello sopra di loro, una gamba sotto, il verde di un piede, il verde di un elmetto. Vi è un impatto simultaneo di ciò che è in riposo e di ciò che è in movimento, di ciò che sale e di ciò che scende, nel modo in cui Piero mette in relazione questi opposti nel suo modo attento.

Piero's head

Notoriamente, è stato fatto notare che Piero dipinse se stesso così come egli fece nella Misericordia, e forse altrove. Esso è lì a capo scoperto senza il duro elmetto a coprirne la testa. É lì in riposo con gli occhi chiusi sul bordo della tomba di pietra. Io credo, da artista coraggioso, che egli volesse mostrare quell’aspetto di se stesso che non era cosi nobile, non così divinamente ispirato.

Christ and Piero

Allo stesso tempo, la sua testa forma la base dello stendardo che il Cristo porta avanti con la sua croce rossa. Forse Piero dice: “Io, nel mio modo di vedere e non vedere, rappresento l’umanità”.

Whole fresco

Ed allora, mi riempie di commozione di aver parlato su opere d’arte che amo, e che ora, oltre 500 anni dopo che Piero visse, ne possiamo meglio comprendere tramite il Realismo Estetico il loro significato per il mondo e per noi stessi.

THE MEANING OF PIERO DELLA FRANCESCA’S
THE RESURRECTION
FOR THE LIVES OF PEOPLE NOW

by Dorothy Koppelman

I believe the deep meaning of Piero della Francesca’s great “Resurrection,” which we are looking at now, is one which, when it is seen, can change the lives of people in ways that are in keeping with the idea of resurrection. Aesthetic Realism shows that we can actually learn from art about our own selves.

Whole fresco

I first heard Eli Siegel speak of the greatness of Piero in a lecture I attended in the early 1950s. He said,

Piero put together geometry and emotion, and this is what we want. We want the feeling that our blood cells have something to do with the eternal forms. If we could only relate our palpitating worries, our fearful body, to something as eternal as a triangle and sphere, it would be a comfort.

Yes, and that is why thousands of people come to look at his paintings year after year.

Piero is painting the time when, after having been crucified, entombed, forsaken, watched over by unseeing soldiers, Christ, in the early morning rises, comes back to life. This work, which Aldous Huxley writes of as the “greatest ever painted,” and Roberto Longhi describes as “the most sublime and transcendental of all religious themes,” I see as a symbolic representation of the two forces in people which Aesthetic Realism has described: the desire to respect the world, see meaning in it, and the desire to have contempt for it, to dismiss it, immure ourselves against it--as a means of building ourselves up.

Piero presents, in that large triangular form these two opposing motions of the self--being energetically awake, with vivid awareness and interest in persons and objects, and wanting to be listless, weary, bored with it all.

On the one hand there is the figure of Christ who, rising from his tomb, newly awakened from the dead, looks out at the world before him with eyes that are deep, intense and wide open. And at his feet are the soldiers, asleep to the miracle of life which is occurring above them. These soldiers are doing what people, unknowingly, do every day--closing their eyes to what is around them.

I’m sure that every person here has had the experience of being excited by something new or beautiful, and felt another person was not so interested. And likely we’ve also been in the other position, of being unresponsive to another’s enthusiasm. In Aesthetic Realism consultations I’ve been told often by a wife that she tried to tell her husband about something important to her, and felt he wasn’t listening. And many a husband has left off telling his wife of something that matters to him because, sadly, he feels she won’t appreciate its meaning. How often have you had to ask someone talking to you, while your mind was elsewhere: “What did you say?” How many times have you seen a child saying to its mother “Look, look mama,” and the mother is elsewhere in her mind, or on the cell phone? These common instances are forms of everyday contempt, which, surprising as it may seem, comment on this grand work of Piero.

Christ

Opposites central in the idea of resurrection--the coming to be of life out of death are--Repose and Energy. In Eli Siegel’s historic Fifteen Questions of 1955, “Is Beauty the Making One of Opposites?” he asks:

Is there in painting an effect which arises from the being together of repose and energy in the artist’s mind?--can both repose and energy be seen in a painting’s line and color, plane and volume, surface and depth, detail and composition?--and is the true effect of a good painting on the spectator one that makes at once for repose and energy, calmness and intensity, serenity and stir?

Energy is in the risen Christ, that upright, strong figure with that triumphant banner. He is vibrantly awake. The surprising color of his robe is that new-born pink. Pink puts opposites together—it is an almost lighthearted oneness of the energy of red and the quietude of white. I believe that the deep sense of satisfaction people have felt standing before this painting—is because of the way he puts together intensity and calm.

See how Christ’s hand rests on his raised knee, and his firmly placed, fleshy foot is ready to step forth from the stone ledge of the tomb. Piero paints in every detail a most subtle and convincing relation between the repose and energy in Christ and in the world around him.

Christ Detail

Though Christ is standing still, the folds of his robe are in motion, and related to the cylindrical forms of his fingers holding the robe, and to the dark, vertical trees rising on either side of him. . And look, the small creases of flesh at the waist which are signs of a body in motion are like the horizontal clouds in the sky.

He has risen with grace and with one purpose--to see. And to see, Aesthetic Realism states with beautiful certainty, is the purpose of art and it is success in life. It is deeply affecting that that desire includes so much; we know from his face that he has not forgotten all that he has seen. He is not smooth, his face is rough; his cheeks are worn with care, he has a rough beard; there is a simultaneous presence of sorrow and courage.

Soldiers

Now look at the sleeping soldiers beneath him. What do they mean? What can they tell us about ourselves? These soldiers do not want to see. Their legs and arms are so crossed that movement is impeded. Theirs is restfulness not for the purpose of more energy, but of willful denial. And yet as Piero paints the angle of their limbs, he makes us feel motion and energy. There is a relation of rest and motion in the colors. The energy of red interweaves with a restful green. The robes of the soldiers go from green, to quiet brown, to green, with red on a hat above, a leg below, green on a foot, green on a helmet. There is the simultaneous impact of rest and motion, rising and falling as Piero relates these opposites in his careful way.

Piero's Head

Famously, it has been noted that Piero has painted himself as he did in the Misericordia, and perhaps elsewhere. There he is, bareheaded, without the hard, covering helmet. He is resting with eyes shut on the edge of the stone tomb. I believe, as courageous artist, he wanted to show that aspect of himself he saw as not so noble, not so divinely impelled.

Christ and Piero

At the same time his head becomes part of the pole Christ carries aloft with its red cross. Perhaps Piero is saying: “I, in my seeingness and unseeingness, stand for humanity.”

whole fresco

And so it moves me very much to have spoken about works I love, and that now, over 500 years since Piero lived, we can see more through Aesthetic Realism about their meaning for the world and ourselves.

 

Sections of "The Frescoes of Piero della Francesca:
Their Meaning for People Now,"
were published in the New York Artists Equity journal,
The Artists Proof
, in the Fall, 2008 issue.

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